Diario di Battaglia: il mio rapporto con l’emicrania - Tiziana Tommasi
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Diario di Battaglia: il mio rapporto con l’emicrania

Diario di Battaglia: il mio rapporto con l’emicrania

Fin da bambina soffrivo di mal di testa. All’inizio gli episodi erano sporadici e nessuno aveva dato particolare peso alla questione, ma con la pubertà si sono fatti sempre più frequenti e pesanti. Non saprei dire se il problema fosse sottovalutato alla fine degli anni ’90: certo è che per dei ragazzini, per i miei coetanei intendo, era un disturbo decisamente poco comprensibile. Né le cose migliorarono in seguito, alle scuole medie e superiori. Chi non vive una malattia cronica difficilmente capirà perché hai saltato una verifica o l’interrogazione programmata, causando guai a tutti gli altri. Risulta difficile sfruttare al massimo le proprie potenzialità nel fare quello che ama, sia esso un disegno, una lettura o una gita con gli amici. Per quanta forza di volontà ci metta, il malato vive temendo di non essere all’altezza della situazione e delle aspettative (anche le più stupide) degli altri, rinunciando il più delle volte a delle attività e dunque autocondannandosi all’emarginazione… Ci si trova a tu per tu con quel continuo pulsare, con il buio e l’attesa che il dolore sparisca, per non sprecare oltre il poco tempo prima del prossimo attacco. Ma è davvero molto il tempo trascorso in attesa su quel letto… e quindi arriva il momento in cui, volente o nolente, devi fare i conti con la tua malattia e imparare a convivere con essa e a gestirla, scoprendo le strategie per ridurre le crisi e per poter lavorare durante gli attacchi più leggeri.
Molti artisti hanno dovuto fare i conti con le proprie malattie, bloccati nel letto, colpiti da artrite e cataratte, emicranie e disagi psicologici. Ma nonostante questo si sono ostinati a creare: chi trovando un nuovo metodo, come Matisse che, bloccato a letto dal cancro, dipingeva sul muro con un lungo pennello colori vivaci e straripanti gioia di vivere, chi imperterrito con la sua tecnica, come Renoir che, artritico e costretto sulla sedia a rotelle, dipingeva con i pennelli legati alle dita.
Nonostante il mio problema, ho deciso di non rinunciare al disegno digitale e di cercare nuovi modi per poter svolgere il mio lavoro nel miglior modo possibile.

Per questo motivo apro la mia piccola rubrica Diario di Battaglia dedicata agli artisti e al loro rapporto con la malattia, cruccio e musa al tempo stesso, partendo forse poco umilmente da me. Spero che questa rubrica possa aiutare chiunque si trovi in una situazione simile alla mia e che abbia bisogno degli esempi di tenacia e feconda creatività che hanno dimostrato questi artisti del passato.